È scomparso Riccardo Lanzara, già professore ordinario di Economia e gestione delle imprese presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa.
Nato a Pontedera il 4 maggio 1948 e laureato in ingegneria meccanica, Lanzara ha saputo coniugare nella propria formazione e attività accademica la cultura tecnologica e quella manageriale. Nel corso della sua carriera ha insegnato economia e gestione delle imprese, marketing e gestione dell’innovazione all’Università di Pisa. Ha inoltre svolto attività didattica presso la Facoltà di Ingegneria dello stesso Ateneo, la Scuola Superiore Sant’Anna, le Università di Cagliari e Sassari e la LUISS Guido Carli di Roma.
La sua attività scientifica si è concentrata sui processi di innovazione, sul trasferimento tecnologico, sul marketing industriale e territoriale e sulle relazioni tra imprese, università e sistemi produttivi. Tra i suoi lavori più rappresentativi figura il volume La rosa e il sensore. Tradizione e innovazione nell’impresa dinamica, dal quale emerge la sua capacità di interpretare il cambiamento tecnologico senza separarlo dalla storia, dalle competenze e dalla cultura delle imprese.
Accanto all’insegnamento e alla ricerca, Riccardo Lanzara ha svolto un’intensa attività al servizio del territorio. Come presidente di Pont-Tech ha contribuito a mettere in relazione il sistema universitario, le istituzioni e il tessuto produttivo locale, promuovendo progetti di ricerca industriale, trasferimento tecnologico e sostegno all’innovazione. Anche come presidente del Comitato Scientifico del MOVET ha continuato a occuparsi delle trasformazioni tecnologiche e della competitività dell’industria toscana.
Chi ha avuto l’opportunità di lavorare con lui ne ricorda anche la personalità aperta, informale e affettuosa, la naturale inclinazione al sorriso e il piacere di unire le collaborazioni professionali alla qualità delle relazioni umane. Il suo modo di rapportarsi agli altri era diretto e coinvolgente, privo delle barriere spesso associate al ruolo, allo status accademico o alla seniority. Era sempre disponibile al confronto e capace di apprendere anche dai colleghi più giovani, ai quali offriva fiducia, ascolto e autentiche occasioni di crescita.
Nutriva una profonda passione per l’insegnamento, inteso non come semplice trasmissione di conoscenze, ma come occasione di dialogo e coinvolgimento degli studenti. Cercava costantemente di sollecitarne la partecipazione attraverso una didattica attiva, fondata sull’analisi dei casi, sull’esperienza operativa e sul confronto con i problemi concreti delle imprese e delle organizzazioni.
A chi ha lavorato e studiato al suo fianco ha trasmesso la passione per la ricerca e le sue applicazioni nel mondo reale, insegnando che le gerarchie contano meno dell’onestà intellettuale e della bravura, con una capacità di distacco sorridente verso il proprio ruolo. Svincolato dalle logiche clientelari, ha sempre sostenuto la libertà intellettuale e di azione dei propri collaboratori, infondendo in loro un profondo senso di responsabilità accademica e professionale.
I colleghi e le colleghe del Dipartimento di Economia e Management