Nelle società industriali si sta facendo sempre più evidente una crisi del benessere che attraversa diversi livelli della vita sociale. In molti paesi si registra un deterioramento del benessere soggettivo e della salute mentale, soprattutto tra i più giovani, mentre crescono segnali di disagio profondo che interrogano la capacità delle politiche pubbliche di rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone. A questa dimensione sociale si affiancano le pressioni ambientali, economiche e relazionali che stanno trasformando profondamente il contesto europeo. L’Agenzia europea dell’ambiente continua a richiamare l’attenzione sui rischi climatici già oggi critici per l’Europa, con effetti che riguardano salute, sicurezza energetica, risorse idriche, infrastrutture e sistemi produttivi. A questo si aggiunge una dimensione meno visibile ma altrettanto decisiva: secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, il 13% delle persone nell’Unione europea dichiara di sentirsi sola spesso o sempre, mentre il 35% si sente solo almeno qualche volta.
È proprio a partire da queste trasformazioni che diversi gruppi di ricerca stanno concentrando il proprio lavoro su nuovi modi di pensare e orientare le politiche pubbliche.
Martedì 14 aprile, dalle 15:30, STATEC Research ha ospitato online il seminario “A guide for well-being policy: Discussing WISER’s Green Book”, nell’ambito della serie Measuring Progress: STATEC Well-being Seminar Series. All’incontro hanno partecipato Stefano Bartolini, Università di Siena; Martijn Burger, EHERO University of Rotterdam; Simone D’Alessandro, Università di Pisa; Javier Martinez, University of Twente; Francesco Sarracino, STATEC Research, e con la partecipazione di Lars Mortensen, European Enviromental Agency; Frank Van Oort, Erasmus University Rotterdam
Il seminario è partito da una domanda sempre più centrale nel dibattito pubblico europeo: come costruire politiche capaci di migliorare davvero la qualità della vita delle persone, andando oltre il PIL come unico parametro di riferimento? Il Green Book del progetto europeo WISER si è proposto proprio di tradurre la ricerca interdisciplinare più avanzata in un’agenda concreta di politiche pubbliche, capace di tenere insieme benessere, sostenibilità sociale e ambientale, produttività e coesione sociale.
Una parte centrale della discussione è stata dedicata al ruolo delle relazioni sociali come leva per attivare circoli virtuosi e promuovere economie sociali e ambientali nelle quali le persone possano vivere meglio.
Come ha sottolineato Simone D’Alessandro, Professore ordinario di Economia Politica e direttore del Centro di Ricerca Ecohesion Collective del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, “come emerge dal Green Book su cui stiamo lavorando e che è in via di redazione e pubblicazione, le politiche orientate a rafforzare il capitale sociale – come il miglioramento della qualità dei servizi pubblici, la promozione di spazi di incontro e la riduzione dei tempi di lavoro – possono contribuire a rendere il benessere meno dipendente dalla crescita dei consumi e del reddito. Rafforzando relazioni, fiducia e partecipazione, queste politiche attivano forme di soddisfazione dei bisogni che non passano esclusivamente dal mercato. In questo modo, diventa possibile migliorare la qualità della vita riducendo al tempo stesso le pressioni ambientali e le disuguaglianze sociali” conclude D’Alessandro.
L’iniziativa si è rivolta a ricercatori, decisori pubblici, professionisti e stakeholder interessati a contribuire alla costruzione di politiche più sostenibili e inclusive per il benessere in Europa. Durante il seminario sono state presentate le linee guida del progetto WISER, le loro implicazioni per le politiche europee e alcuni strumenti operativi utili a orientare il processo decisionale verso obiettivi di benessere, sostenibilità e coesione.
Per approfondimenti sul progetto WISER
|
Sito web |
|
|
|
|
|
|
|
|
|