Il Prof. Tommaso Luzzati su Il Tirreno: “Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita riguardo alla plastica”

Il Prof. Tommaso Luzzati, docente di Economia Ecologica al Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa e membro della International Alliance on Durability (IAD), è stato intervistato da Il Tirreno in merito al recente incendio presso lo stabilimento Delca di Vicopisano.

Nell’intervista, il professore, che vive a Pisa e racconta di sentire ancora l’odore dell’incendio nella propria abitazione, sottolinea come l’episodio debba spingere a una riflessione più ampia sul nostro stile di vita e sull’uso della plastica nella società occidentale.

Sul tema degli impianti di smaltimento, Luzzati evidenzia come spesso si nutra un’illusione di sicurezza tecnologica: qualunque sistema, per quanto avanzato, comporta sempre un margine di rischio. Per questo, secondo il professore, l’obiettivo prioritario dovrebbe essere quello di ridurre l’utilizzo della plastica a monte, un bene il cui prezzo di mercato non riflette i reali costi ambientali e di smaltimento che comporta.

Sulle possibili alternative, il professore cita l’utilizzo di borracce in sostituzione delle bottiglie d’acqua, e suggerisce che anche i prodotti come detergenti e saponi potrebbero essere confezionati con materiali alternativi alla plastica, come la carta, soluzioni che richiederebbero però una maggiore disponibilità a pagare da parte dei consumatori.

Riflettendo sulle cause della concentrazione di plastica nei capannoni della Delca, Luzzati ammette di non voler attribuire colpe affrettate alla tecnologia in sé, ma sottolinea come il vero nodo sia culturale: la plastica è comoda e a basso costo apparente, e questo genera un accumulo che spesso resta invisibile fino a quando non si verificano incidenti come quello di Vicopisano. In quei momenti, sostiene il professore, ci si accorge concretamente delle sostanze tossiche presenti nell’aria, un problema di percezione che normalmente teniamo a distanza.

La proposta del professore è quella di un cambiamento radicale nel prezzo della plastica, che dovrebbe includere i costi ambientali e di smaltimento reali. Un’eventuale società che riflettesse sul vero costo della plastica sarebbe, secondo Luzzati, una società profondamente diversa più orientata verso l’abbandono dei combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, anche superando le resistenze estetiche che spesso si manifestano verso impianti come le pale eoliche.

Il professore conclude definendo questa visione non come un’idea radicale, ma come un percorso di decrescita della materia necessario per ridurre il rischio che si verifichino nuovi incidenti come quello della Delca.


📰 Fonte: Il Tirreno, 12 giugno 2026 — intervista a cura di Luca Balestri

Il Tirreno – Intervista al Prof. Luzzati

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