Da qui ricadute positive per la città e il territorio – L’analisi della prof.ssa Maria Cristina Quirici su Il Tirreno

Il Tirreno ha intervistato Maria Cristina Quirici, professoressa associata di Economia degli intermediari finanziari presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, sulle prospettive del Monte dei Paschi di Siena dopo l’approvazione, da parte del consiglio di amministrazione dell’istituto senese, della controfferta dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio all’Opas di Intesa Sanpaolo.

Secondo la professoressa, il fatto che il Monte dei Paschi non sia stato acquisito rappresenta una notizia positiva per Siena, la Toscana e il Paese nel suo complesso. Pur restando ai soci la decisione finale tra le due alternative sul tavolo, Quirici valuta l’offerta di Intesa come un’operazione che andrebbe a ridimensionare il ruolo di Mps, mentre la proposta di Bpm si muoverebbe nella stessa direzione già intrapresa dal Monte, ossia quella di un rafforzamento attraverso un polo unico con una massa critica sufficiente a generare maggiore competitività sul mercato, senza dover competere ad armi impari con gli altri grandi soggetti del settore.

La reazione dei mercati e il legame con il territorio

Nei giorni immediatamente successivi alle notizie, sia Bpm che Generali hanno registrato un andamento positivo a Piazza Affari, un impatto che la professoressa definisce fisiologico, letto in ottica di rafforzamento come segnale positivo da parte degli investitori. Sul fronte del rapporto con il territorio, Quirici sottolinea come un allontanamento da Siena andrebbe contro lo spirito stesso della banca: la vicinanza di un istituto di credito a soggetti come artigiani e piccole imprese, cioè a chi genera economia sul territorio, rappresenta per lei la base fondante di un modello bancario che funziona, radici che secondo la professoressa hanno permesso al Monte di reggere la crisi del 2008 meglio di molte realtà anglosassoni. Un’operazione con Bpm, evidenzia la professoressa, è legata a doppio filo a Siena, con ricadute positive sia per la banca sia, indirettamente, per la città e per la Toscana. Diversa la valutazione nel caso di un’operazione con Intesa, che porterebbe alla cancellazione del nome stesso del Monte.

Gli effetti su correntisti e dipendenti in caso di ratifica

Interrogata sui possibili effetti per i correntisti nel caso in cui il piano dell’amministratore delegato Lovaglio venisse ratificato dagli azionisti a ottobre, Quirici si dice convinta che non ci sarebbero ripercussioni negative, poiché l’accordo prevede una chiara divisione dei compiti tra i soggetti coinvolti. Diverso lo scenario in caso di mancata ratifica: in quel caso, secondo la professoressa, si configurerebbe un soggetto che finirebbe per assorbirne un altro, con una conseguente spartizione delle filiali sul territorio. Rispetto alla posizione espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, favorevole a una soluzione che mantenga l’integrità di Mps, Quirici ha preferito non entrare nel merito politico della questione, ribadendo il proprio ruolo di docente. Ha comunque ribadito che, a suo parere, mantenere l’integrità di un’istituzione in cui lo Stato ha investito risorse significative durante il salvataggio della banca porta con sé ricadute che non possono che essere positive.

Fonte: intervista di Matteo Scardigli a Maria Cristina Quirici, Il Tirreno, 21 agosto 2026.

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