Scomparsa del Prof. Umberto Bertini

Professor Umberto Bertini UnipiLa sera del 25 marzo si è spento serenamente circondato dall’affetto dei suoi cari il Prof. Umberto Bertini, Professore Emerito di Strategia e Politica aziendale nell’Università di Pisa, accademico pisano che tanto lustro ha portato alla sua città.

Il suo contributo è stato centrale nella crescita della Facoltà di Economia, del Dipartimento di Economia e Management come anche del nostro Ateneo.

L’eredità trasmessaci dal Prof. Bertini va molto al di là dei suoi pur numerosissimi lavori scientifici e dei moltissimi allievi che lavorano in tutte le università italiane, ma risiede proprio nell’insegnamento che ci lascia ovvero quello di uno spirito libero da convenzioni, schemi e false certezze, che ha sempre agito con una umanità unica.

Grande il suo amore per la didattica e di straordinario valore il contributo ai giovani studenti, come docente e come educatore. Verso di loro si è rivolto così nella sua lectio magistralis tenuta nel 2009 in occasione del suo pensionamento:

“Proprio per questa straordinaria vicinanza al vostro mondo, forse qualche volta non sono riuscito a svolgere il mio ruolo come avrei dovuto e di questo vi chiedo scusa. Ma consentitemi ora di dirvi:

non sciupate la vostra giovinezza e non rinunciate ai vostri ideali.

non abbiate paura e confrontatevi con chi sta sopra di voi.

Siate onesti e umili.

Ma al tempo stesso dignitosi e fieri.

La vostra forza, oggi come domani, è quella delle vostre idee, del vostro coraggio nel saperle manifestare”.

Il suo percorso accademico e professionale è di impareggiabile valore.

Nato a S. Giuliano Terme il 27 settembre 1936 diventa il 1° novembre 1973 a soli 37 anni Professore di I fascia e l’anno dopo viene eletto Preside della Facoltà di Economia a Commercio dell’Università di Pisa, carica che lo impegna fino al 1981. Presso l’Università toscana va a ricoprire nel corso del tempo,  inoltre, le cariche di Direttore della Sezione di Economia della Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento (oggi S. Anna), Presidente dell’Opera universitaria, Presidente del Nucleo di Valutazione e componente del Consiglio di amministrazione. Non meno importanti sono i ruoli ricoperti in campo accademico a livello nazionale. Ha presieduto dal 1993 al 1998 l’Accademia italiana di Economia Aziendale ed ha fondato ed è stato primo presidente della Società di Storia della Ragioneria dal 1988 al 1993. Nel 1985 viene insignito con l’Ordine del Cherubino dall’Università di Pisa.

Nel frattempo non dimentica la passione politica che lo porta ad essere eletto nel 1966 al Consiglio comunale della sua città, dove siede tra i banchi del partito cattolico per oltre un quindicennio.

Tra le istituzioni per le quali ha lavorato si annoverano la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, i Ministeri delle Finanze e delle Pubblica Istruzione, la Consob, l’ENEL, l’ENI, l’IRI, l’IMI, l’ANAS la RAI, Sviluppo Italia, l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, il Fondo Interbancario di tutela dei depositi. È stato inoltre membro per tre legislature dal 1991 al 2002 del Comitato Tecnico di Controllo dei Bilanci dei Partiti Politici.

Svolge un’intensa  e prestigiosa attività professionale principalmente orientata nel campo delle strategie e delle valutazioni d’azienda. Su indicazione della Banca d’Italia partecipa al comitato di sorveglianza di diverse banche su tutto il territorio nazionale. Ricopre la carica di Presidente del Collegio Sindacale in Capitalia, Fineco Group, Banca di Roma, Alitalia Express, Investire partecipazioni, Gepi, Finec, Informatica Isefi, Nuova Fonit Cedra, Enidata e Sofid, di sindaco effettivo in Ferrovie dello Stato, TAV, RFI-Rete Ferroviaria Italiana e Istituto di credito Fondiario della Toscana, Vice Presidente in Fideuram Investimenti, di Consigliere di Amministrazione in Italenergia, Trenitalia e Cassa di Risparmio di Livorno.

Per i rilevanti ruoli istituzionali rivestiti e per l’importante  contributo dato allo sviluppo economico del paese riceve nel 2005 dal Presidente della Repubblica l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con il grado di Cavaliere di Gran Croce.

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